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Curricolo d’Istituto

Per una scuola di senso. Il curricolo ecologico.


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A partire dall’anno scolastico 2004/2005 il nostro Istituto aderisce alla Rete Nazionale delle Scuole Senza Zaino. Ciò ha significato sottoporre l’azione educativa ad un profondo ed autentico processo di revisione e cambiamento, a cominciare dalla ristrutturazione della tradizionale organizzazione dell’aula, per arrivare gradualmente ad una rivisitazione delle azioni didattiche, della costruzione del curricolo, delle modalità di relazione tra adulti, tra adulti e ragazzi, fra pari, con i genitori e con il territorio. Gradualmente tutte le sezioni della scuola dell’Infanzia, le classi della scuola Primaria e Secondaria di primo grado sono state coinvolte nel processo di innovazione. Tutto l’Istituto Comprensivo ha adottato il modello Senza Zaino, con le specificità che riguardano ciascuno dei tre segmenti che lo compongono. L’approccio al curricolo in una scuola Senza Zaino è improntato ad un riorientamento della progettazione educativa che cerca di costruire relazioni significative fra le esperienze di vita dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze e i contenuti da apprendere. Le azioni didattiche sono rivolte, oltre che alla dimensione cognitiva, anche alle altre dimensioni del sé: valoriale, emozionale, motoria, relazionale, progettuale, affettiva. Vogliamo che i nostri allievi possano trovare il proprio senso nello stare a scuola e nell’apprendere insieme agli altri promuovendo un apprendimento significativo e non nozionistico; desideriamo aiutare ogni nostro/a studente e studentessa a costruire una relazione fra il proprio mondo, fra la propria esperienza di vita e ciò che apprende a scuola, affinché i saperi non siano destinati ad essere dimenticati dopo l’interrogazione o la verifica. La nostra scuola si struttura e si ristruttura per rispondere ai diversi bisogni, cercando sempre più di realizzare la personalizzazione con un approccio olistico ed ecologico, per aiutare i nostri studenti e studentesse a crescere e a risolvere i problemi concreti che la vita mette loro davanti. Cerchiamo quindi di istituire una relazione tra esperienza di vita e sapere teorico. La scissione fra questi due elementi è infatti un artefatto “storico” della scuola, ma è innaturale. Il curricolo della nostra scuola si basa su di un percorso di apprendimento dai 3 ai 14 anni con relazione esplicita alle loro reali esperienze di vita, che promuove significative esperienze di apprendimento dalle quali trarre le conoscenze teoriche. Desideriamo che il percorso di apprendimento sia un supporto reale nella risoluzione dei compiti di vita concreti, pratici o esistenziali dei nostri alunni, come già nel 1993 l’OMS chiedeva alle scuole: promuovere negli studenti prioritariamente le “life skills”, competenze di vita. 

La complessità del compito di educare è del tutto opposta alla presunta linearità di un tradizionale programma scolastico. La realtà in cui sono immersi i nostri ragazzi e ragazze è complessa; i modelli “storici” non rispondono più ai bisogni degli studenti e di una società che chiede di far crescere in maniera armonica le varie dimensioni del sé che, se si integrano, crescono meglio; il curricolo non è solo “trasmissione/acquisizione di conoscenze”, ma esplora il punto di vista dell’intera esperienza che l’alunno fa a scuola e il riconoscimento delle conoscenze e delle esperienze vissute al di fuori della scuola. L’approccio al curricolo, pertanto, non potrà che essere ecologico, olistico, di senso, orientato il più possibile alla scelta di temi “vicini” ai bambini e ai ragazzi, dai quali partire per “condurli” in apprendimenti via via più complessi. 

Dal punto di vista operativo questo comporta innanzitutto un diverso approccio nella relazione di insegnamento con i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze. Sono loro, infatti, prima ancora delle discipline, il baricentro dell’azione formativa. La cura e l’attenzione alle relazioni, alle singole persone e a tutte le loro dimensioni, alla vita comunitaria della classe diventano quindi elementi inscindibili dall’apprendimento. A partire da questi presupposti di base, che impegnano tutti i docenti a comporre coerentemente autorevolezza e accoglienza, a rendere flessibile l’aula e i laboratori tematici, con strumenti didattici e procedure che favoriscano il lavoro diversificato individuale, a coppie , a terne, a gruppi, a classe intera (agorà); a costruire percorsi in orizzontale e in verticale sulle discipline e sui campi di esperienza e a predisporre, realizzare e documentare Unità Formative interdisciplinari quali quelle proposte nella GUIDA ALLA CITTADINANZA ATTIVA In Europa da Cittadini. Guida alla cittadinanza attiva. Per un approccio ecologico al curricolo”. La guida raccoglie una serie di Unità Formative basate su nuclei tematici vicini ai bisogni dei bambini e dei ragazzi raggruppati in 4 temi:

1. Vita di comunità sociale: appartenenza, inclusione, esclusione;

2. Collaborazione e cooperazione nelle esperienze di vita;

3. Vita sociale di comunità organizzata;

4. Esperienza di transizioni tra ambienti di vita: transizioni/accoglienza.

Per quanto riguarda la declinazione dei Campi di Esperienza per la Scuola d’Infanzia e delle Discipline per la Scuola Primaria e secondaria di Primo Grado, il Collegio docenti ogni anno aggiorna i Repertori che sono parte integrante del PTOF. I Repertori costituiscono una sorta di check-list dei Saperi Essenziali sulla cui base progettare le Unità Formative. Sono anche gli elementi che contraddistinguono le Abilità specifiche dei diversi ambiti. L’insieme degli apprendimenti sul piano dei Valori, Saperi, Abilità, Saper Fare andrà a costituire le competenze dei nostri alunni al termine del Primo Ciclo di Istruzione.